> ATLANTE

curated by Giuliana Altea, Marco Magnani

Group Show

Masedu Contemporary Art, Sassari-Italy

POLITI catalogue, 1999

p. 134
 

Essay by VITTORIA COEN
 

E' fuori dubbio che la tecnica, o le tecniche, prestano a Stefano Cagol le soluzioni che egli ha ceracto per le immagini, e non viceversa. Come in ogni tendenza artistica che si fonda su un atteggiamento concettuale, gli strumenti, anche i più vari, anche quelli che per la loro struttura tecnologica avanzata offrirebbero qualche difficoltà e, per contrario, qualche stimolazione extra, servono ad uno scopo, non sono tutto lo scopo.
L'eccitante vitalità della comunicazione visiva a caldo si intreccia e si articola quasi volta per volta con le occasioni. In questi rapporti non può non sussistere quella costante di irripetibilità che, malgrado la riproducibilità tecnica, resta il timbro dell'evento. Le operazioni indispensabili alla realizzazione accompagnano, complicano, ma anche nutrono l'opera che nel suo farsi determina una simbiosi tra osservatore e operatore. L'aggiustamento tecnico nato dalle esigenze dell'occhio insegue queste come ad insinuare altri sviluppi, perché qualche altro codice di lettura è apparso possibile. Cagol corregge il tiro, utilizza le sue conoscenze scientifiche e tecniche, e quel soggetto che era stato scelto come soggetto su cui lavorare diventa immagine filmica, di un film in cui non succede niente oltre la pura presenza fisica attuale. 
 

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> LE VIE E LE RICERCHE

curated by Vittoria Coen

Group Show

Galleria d'Arte Moderna e contemporanea, San Marino

MAZZOTTA catalogue, 1999

p. 10
 

Essay byy VITTORIA COEN
 

E' il rapporto fra immagine e tecnologia, quale desiderio di arrivare ad uno scambio linguistico tra i diversi modelli creativi, a diventare momento di incontro fra due poetiche. Il punto di partenza è la quotidianità, in cui imput vengono bidimensionalmente tradotti, per affermare l'identità tecnologica del tempo, all'interno di un processo che non cerca la sola componente estetica. L'uso di un supporto diverso, non manuale ma digitale e meccanico, caratterizza una nuova generazione di artisti. Il loro intento è quello di portare dentro l'opera le valenze tecnologiche, trasformandole comunque in qualcosa d'altro rispetto a quello che il cinema o il computer possono dare. Luce, colore, contrasti spaziali ono gli elementi entro i quali si articola il percorso creativo di Stefano Cagol, il quale plasma le emozioni visive in elementi minimi, trovati attraverso una ricerca quasi ossessiva di soluzioni espressive. Le immagini vengono rielaborate per arrivare a una sorta di smateriallizazione dei contenuti: un viaggio a ritroso nella contemporaneità ipermaterialista.
 

 

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