About
Stefano Cagol is an Italian contemporary artist
whose practice explores the relationship between human activity,
energy, environmental transformation, and geopolitical borders.
Working through performances, installations, video, and
site‑specific actions, his work addresses the ecological and
symbolic dimensions of global change.
He has participated in major international exhibitions and
biennials, and his work has been presented in museums, public
spaces, and remote environments across Europe, Asia, the Middle
East, and the Arctic regions. He has participated in the 59th,
55th, and 54th Venice Biennale, RAK Biennale (2026), the 3rd and
2nd Something Else – Off Biennale Cairo, Manifesta 11 in Zurich,
the 14th Curitiba Biennale, the 1st Xinjiang Biennale, and the
1st Singapore Biennale. Solo shows include museums such as the
Graeco-Roman Museum of Alexandria (2025), MAC in Lissone (2023),
CCA Center for Contemporary Art in Tel Aviv (2021), MA*GA in
Gallarate (2019), Galleria Civica-Mart di Trento (2016), ZKM
Karlsruhe (2012), and Mart – Museum of Modern and Contemporary
Art of Trento and Rovereto (2000).
He studied at the Accademia di Brera in Milan and at Ryerson University in Toronto with a post-doctoral fellowship from the Canadian Government.
Stefano Cagol è un artista contemporaneo
italiano la cui pratica esplora la relazione tra attività umana,
energia, trasformazione ambientale e confini geopolitici.
Attraverso performance, installazioni, video e azioni
site-specific, il suo lavoro affronta le dimensioni ecologiche e
simboliche del cambiamento globale.
Ha partecipato in mostre e biennali
internazionali e le sue opere sono state presentate in musei,
spazi pubblici e ambienti remoti in Europa, Asia, Medio Oriente
e nelle regioni artiche. Ha preso parte alla 59ª, 55ª e 54ª
Biennale di Venezia, alla RAK Biennale (2026), alla 3ª e 2ª
Something Else – Off Biennale Cairo, a Manifesta 11 a Zurigo,
alla 14ª Biennale di Curitiba, alla 1ª Biennale dello Xinjiang e
alla 1ª Biennale di Singapore. Gli hanno dedicato mostre
personali musei come il Museo Greco Romano di Alessandria
d’Egitto (2025), MAC di Lissone (2023), CCA Center for
Contemporary Art di Tel Aviv (2021), MA*GA di Gallarate (2019),
Galleria Civica-Mart di Trento (2016), ZKM Karlsruhe (2012) e
Mart – Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
(2000).
Ha studiato all'Accademia di Brera a Milano e alla Ryerson University di Toronto con una borsa di studio post-dottorato del Governo canadese.
Institutional References
CV
Critical Texts
Julia Draganovic
“Stefano Cagol is an intruder. He is not someone who comes into our homes, but someone we meet on the street, leading us into territories we perceive as dangerous, confronting us with our fears and collective anxieties.”
“Stefano Cagol è un intruso. Non entra nelle nostre case, ma lo incontriamo per strada, guidandoci in territori che percepiamo come pericolosi, mettendoci di fronte alle nostre paure e isterie collettive.”
Timothy Morton
“Something was sticking in my mind about how to write this essay. It was something about the disturbing exhilaration that “We Are the Flood” evokes. This worry persisted until I realized the genius with which Stefano Cagol fills out the aesthetic and political imaginary of this potent phrase. As Cagol employs it, “We Are the Flood” is anything but portentous and grand. Cagol dances around the manifold landscapes of the project like as if he is a man possessed. The word “imp” comes to mind. Cagol is the Devil, dancing a dance of death: a comical, grotesque parody of Friedrich… I credit myself with having extricated myself from a lot of ponderous, oppressive so-called ecological discourse. But apparently not enough. I needed Stefano Cagol to push me a little further.”
“Qualcosa mi frullava in testa su come scrivere questo saggio. Riguardava l'inquietante euforia che "We Are the Flood" evoca. Questa preoccupazione è persistita finché non ho realizzato la genialità con cui Stefano Cagol riempie l'immaginario estetico e politico di questa potente frase. Per come la usa Cagol, "We Are the Flood" è tutt'altro che portentosa e grandiosa. Cagol danza nei molteplici paesaggi del progetto come se fosse un posseduto. Mi viene in mente la parola "imp", diavoletto. Cagol è il Diavolo, che danza una danza di morte: una parodia satirica e grottesca di Friedrich... Mi attribuisco il merito di essermi liberato da un sacco di pesnati e oppressivi discorsi cosiddetti ecologici. Ma a quanto pare non abbastanza. Avevo bisogno che Stefano Cagol mi spingesse un po' più in là.”
Ute Meta Bauer — Synchronicity with the Climate Crisis
“In the interdisciplinary inquiry Synchronicity with the Climate Crisis, authored by Stefano Cagol and Maria Chiara Wang, the research explicitly connects Ute Meta Bauer’s work on climate crisis and cultural loss with artistic practice as a means to link distant ecological extremes and contrasting landscapes. Climate change is framed not only as a scientific condition, but as a cultural and perceptual one, requiring new forms of visual and artistic narration.”
“Nell’indagine interdisciplinare Synchronicity with the Climate Crisis, di Stefano Cagol e Maria Chiara Wang, la ricerca connette esplicitamente il lavoro di Ute Meta Bauer sulla crisi climatica e la perdita culturale con la pratica artistica, come mezzo per collegare estremi ecologici distanti e paesaggi contrastanti. Il cambiamento climatico viene inquadrato non solo come condizione scientifica, ma come condizione culturale e percettiva, che richiede nuove forme di narrazione visiva e artistica.”